La lunga mano degli USA sulle aziende europee?

Non solo oltre ceano, ma oggi anche verso le società europee. Non si ferma lazione di Trump conto le iniziative di diversity, equity e inclusion. E arriva anche ad allungare anche in Europa.

Notizia di qualche giorno fa: le ambasciate USA hanno inviato una comunicazione alle aziende comunicando di abbandonare programmi DE&I se vogliono partecipare a bandi pubblici americani.

A rispondere, come riporta Monica d’Ascenzo della pagine de Il Sole 24 Ore del 1 aprile, la portavoce della Commissione europea Eva Hrnčířová: «Abbiamo una legislazione sia a livello europeo sia a livello di Stati membri che promuove diversità, uguaglianza e inclusione. Sosteniamo le organizzazioni nel promuovere e sviluppare luoghi di lavoro più diversificati e inclusivi perché crediamo che ciò attragga talenti, migliori la creatività e l’innovazione. E abbiamo una legislazione per promuovere l’equilibrio di genere nei consigli di amministrazione delle aziende».

Di queste legislazioni, l’Italia è modello almeno per le posizioni di vertici aziendali. La legge Golfo-Mosca (che ha contribuito a protare il nostro Paese a essere il terzo nella EU per numero di donne sedute nei consigli di amministraione) continua a dimostrare l’efficacia non solo del valore di portare diversità all’interno dei cda. Quando questi organi societari, ci dimostrano gli studi, sono più diversificati, si dimostrano più efficaci, reattivi, performanti. Ma indica chiaramente anche la necessità di continuare a mantenere solide le regole.

Credevamo che certi principi fossero ormai ingranati nella cultura occidentale. Ci stiamo rendendo conto come un tratto di penna oltre oceano sia in grado di cancellare anni di conquiste e progressi quasi ovunque.

Leave a Comment