La partecipazione femminile al potere. A 15 anni dalla Golfo-Mosca

In Italia le donne occupano una percentuale importante (43,5%) dei seggi dei consigli di amministrazione. Un risultato chiaramente frutto dell’implementazione della legge Golfo-Mosca che quest’anno celebra 15 anni.

[Qui sotto il dettaglio dei dati raccolti nel Rapporto ISTAT sul benessere equo e sostenibile in Italia, Ed. 2026 (tabella completa a pag. 109)]

Tra i nostri vicini europei siamo dietro alla Francia (46%) ma superiamo la Spagna di oltre due punti percentuali, e la Germania al 40%. A ben vedere, però, se si è aperta una porta per le donne ai vertici, la situazione resta tristemente indietro negli organi decisionali e nelle istituzioni pubbliche.

Per esempio, secondo le rilevazioni Istat 2025, nelle ambasciate, alla Corte costituzionale, nel Consiglio superiore della magistratura e nelle autorità indipententi (come Consob o Antitrust) la presenza femminile arrivava al 21%. Certo, quasi il doppio dei livelli di un decennio fa. Ma ancora molto lontana da una parvenza di parità.

I numeri di oggi confermano che non si è realizzata la speranza che le quote di genere, intervenendo su posizioni particolarmente visibili e rilevanti, avrebbero potuto costituire un motore per il cambiamento diffuso. A ben vedere, anzi, per quanto stiamo assistendo ad alcune prime volte ed esempi virtuosi, senza correttivi difficilmente le cose potranno continuare a evolvere. O il passo verso il cambiamento prendere un ritmo più sostenuto.

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