Cambiare prospettiva puntando gli occhi al cielo

Siamo nel mezzo di una stagione “calda”, non solo per le temperature fuori controllo. Stiamo vivendo un momento di cambiamento radicale in cui, a uno scenario globale complicato, la situazione politica italiana attuale aggiunge incertezza.

È vero che saremmo andati alle urne in marzo, ma lo scenario allora sarebbe comunque stato diverso e avremmo mantenuto una maggiore credibilità a livello internazionale. 

Ancora una volta risulta difficile comprendere e spiegare per quali ragioni sia stato fatto cadere Mario Draghi e il suo governo, in particolare a fronte di una stabilizzazione della nostra situazione economica e politica, oltre che dei risultati inediti da decenni, come il livello di occupazione raggiunto. 

Seppure il governo dimissionario stia portando avanti le questioni di ordinaria amministrazione, l’insediamento del prossimo e il ritorno a un certo equilibrio richiederà tempo proprio in un momento, l’autunno, che si prospetta particolarmente difficile soprattutto per le incertezze legate alla crisi russo-ucraina e agli effetti indiretti sulla tenuta europea, a partire dal tema energetico. 

Le questioni aperte e irrisolte che ci troviamo davanti sono molte e inedite: a livello globale, ci aspettano sfide legate a una nuova geopolitica; sul fronte economico, le scelte monetarie delle banche centrali dovranno tenere in considerazione livelli di inflazione sconosciuti da anni e, da qui, le scelte di rialzo dei tassi di interesse. A livello industriale, si prevedono esiti inaspettati (non per forza negativi, ma comunque destabilizzanti) dovuti alla necessaria e importante transizione energetica che, almeno nel breve periodo, conoscerà ritmi mai sperimentati nel passato recente. 

In questo quadro già complesso, è però il fronte sociale quello che appare più a rischio sia da qui a poco che in una prospettiva temporale più ampia. Infatti, l’equità sociale e la riduzione delle diseguaglianze sono l’ambito in cui è necessario avere una politica sana e lineare nel tempo – che oggi non sembra forte abbastanza. Solo la politica può correggere distorsioni e iniquità che si accrescono nei momenti di incertezza. 

Le iniziative sociali non possono sopperire all’azione politica più estesa, ma almeno possono mitigare qualche difficoltà. Proprio sulla base di queste considerazioni e a fronte della situazione che viviamo, con Il Cielo Itinerante portiamo avanti con accresciuto impegno tutte le iniziative che mirano a combattere e ridurre in modo incisivo le diseguaglianze. A luglio il nostro tour ha conosciuto un’infusione di carica ed energia: abbiamo infatti avuto l’onore di venire “salutati dallo spazio” dalla capitana Samantha Cristoforetti. Durante la tappa di Matera i partecipanti si sono collegati e hanno interagito con la ISS facendo domande e ascoltando l’esperienza dell’astronauta dell’ESA. 

L’entusiasmo che ha elettrizzato quegli occhi sgranati e stimolato una grande curiosità in tutti i presenti ci ha dato ulteriore testimonianza della validità del nostro progetto e del suo obiettivo. Puntiamo a offrire la possibilità di alzare lo sguardo dalla realtà contingente – spesso di grande disagio – a chi spesso non sa né quasi osa immaginare di avere occasioni diverse, di riscatto per il futuro.

Non è stata e non sarà una fase facile per il Paese e per il mondo. Ma guardiamo alle stelle. Se riusciamo a indirizzare lo sguardo dei giovani oltre i confini di situazioni contingenti magari drammatiche, abbiamo seminato bene e possiamo in questo trovare anche una nuova energia per procedere al meglio. 

Diceva Ranier Maria Rilke – noi usiamo questo suo pensiero come monito della nostra associazione: “il futuro entra in noi molto prima che ce ne accorgiamo”. Speriamo davvero sia un futuro da scoprire e poter (re)inventare al meglio.

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