Lo smart working oggi e la ridefinizione dei ruoli in famiglia

31 marzo 2020 0 commenti

Una delle evidenze che ha da subito caratterizzato questa fase di lockdown è stato il prepotente ingresso nella vita quotidiana di una grande parte dei lavoratori e delle lavoratrici dello smartworking. Si può di certo affermare che quello che tanta discussione di anni non ha potuto, è cambiato all’improvviso – inaspettato quanto indesiderato – a causa dell’emergenza che stiamo vivendo.

Ho iniziato a occuparmi e a promuovere questa modalità di lavoro già da parlamentare italiana, facendomi promotrice di una proposta di legge che poi è stata approvata qualche anno dopo.

Quello che stiamo vivendo oggi più che smart è forced working, visto che oltre ad adattarci velocemente a strumenti a cui non si era perlopiù abituati, chi ha figli deve anche far fronte a una altra forzata innovazione: l'home schooling, che vuol dire molta più presenza di genitori.

Nonostante ciò, possono già essere tratti alcuni insegnamenti da quanto stiamo vivendo, potenzialmente applicabili anche una volta fuori dall'emergenza:

1) lo smart-working si può fare, e lo possono fare in molti, molti di più di quanti si è sempre ipotizzato;

2) lavorare da remoto non significa non lavorare, questo sia di insegnamento del datori di lavoro più restii, anzi talvolta significa lavorare di più

3) per trarre al massimo i benefici dello smart-working è necessaria una modalità di gestione delle risorse, una capacità di comunicare in modo trasparente gli obiettivi, una condivisione delle informazioni e una organizzazione differente, ma che è perlopiù, dati alla mano, più efficiente;

4) lo smart-working non deve essere necessariamente al 100% come sta accadendo ora, ma può diventare una forma alternativa e alternata al lavoro dall'ufficio;

5) non sono da trascurare i risparmi in termini di spazio e di riduzione della mobilità del traffico, dell'impatto ambientale, temi che oggi sono sovrastati dalla questione sanitaria, ma che torneranno ad essere rilevanti.

Infine, ma non da ultimo, convolgendo anche gli uomini nella sperimentazione diffusa dello smart-workinbg si inizia finalmente anche a ripensare e ridisegnare il loro ruolo, e non solo quello delle donne, nella società e in famiglia.

Abbiamo per tanto tempo, e continuiamo a farlo, parlato del ruolo delle donne, della loro leadership, del cambiamento che hanno saputo affrontare.

Ma non ci sarà mai vera parità se parallelamente non si inizia a parlare anche del cambiamento del ruolo degli uomini, e questa potrebbe essere l'occasione giusta. Forse questa potrà essere una delle grandi lezioni da trarre da questa fase di isolamento forzato. Per riprogettare tutto, anche come le donne e gli uomini possono trovare filamente una modalità più equa per spartirsi le responsabilità e godere delle opportunità.



ALESSIA MOSCA
Membro del parlamento europeo