Un 8 marzo particolare.

08 marzo 2020 0 commenti

 

Oggi è una festa della donna particolare: non ci si scambieranno baci e abbracci, non ci saranno momenti di festeggiamento affollati, non sarà questa ricorrenza la notizia di apertura di nessun canale di informazione.

La crisi del Coronavirus sta giustamente monopolizzando l'attenzione di tutti. Ma ogni crisi, lo sappiamo, rappresenta anche un'opportunità di cambiamento ed è giusto quindi non trascurare quei segnali di cambiamento che già erano avviati nella nostra società e che potrebbero subire una accelerazione proprio a causa di ciò che sta avvenendo. Così è successo in tutti i passaggi della storia dell'umanità.

Il Coronavirus cambierà il nostro modo di vivere e di lavorare, ne sono certa, e con questo cambieranno anche il ruolo che svolgeranno donne e uomini nella società. Un cambiamento che era già in corso: sul ruolo delle donne si è riflettuto molto. Molto meno sul ruolo degli uomini, e penso che in questo radicale cambiamento che vivremo il primo nostro impegno dovrebbe essere quello di iniziare in modo più sistematico a parlare di quello, in tutti gli ambiti di convivenza sociale a partire da quello più piccolo, ossia la famiglia. Solo così peraltro si riuscirtà a mio avviso a fare progressi nel raggiungimento di una vera uguaglianza di opportunità per tutti.

A livello più grande, la notizia che anche per tutto il resto degli eventi che stanno interessando l'Europa intera, è stata la presentazione di una coraggiosa Strategia per la partià di genere da parte della Commissione. Attraverso la Strategia è rimesso sotto i riflettori il grande tema delle questioni di genere attraverso un piano concreto di interventi.

I numeri che raccontano le questini di genre sono noti e purtroppo non descrivono situazioni di chiaro avanzamento, nonostante le diverse circostanze non siano solo materia per esperti del settore. La "Gender Equality Strategy" è la risposta in passaggi che conferma l'intenzione della Commissione guidata da Ursula von der Leyen di affrontare davvero il tema, non solo attraverso proclami. Dei punti di intervento indicati, uno mi tocca da vicino e riguarda il rilancio della direttiva presentata nel 2012 dall'allora Commissaria Viviane Reding, per l'introduzione di un equilibrio di genere nei consigli di amministrazione europei.

All'epoca la legge Golfo-Mosca era entrata in vigore solo da qualche mese e, discussissima per quanto dirompente appariva, era osservata come modello virtuoso per il rilancio della partecipazione delle donne nei luoghi decisionali. Il progetto si era arenato a un passo da suo traguardo, ma oggi viene portato di nuovo al centro dell'attenzione, forte di una più diffusa presa di coscienza, dati alla mano, della persistente lentezza nel raggiungere un vero equilibrio di genere, delle concrete pari opportunità per le donne. La Strategia presentata rappresenta un interessante processo anche per come si occupa di tutti gli aspetti ormai considerati parti dello stesso insieme. Non si limita a prendere ogni elemento a sè, non si occupa infatti solo dei vertici delle società - in Europa le donne rappresentano il 7,5% dei membri dei cda e il 7,7% degli amministratori delegati -, ma affronta, e qui sta un ulteriore segno positivo di novità, molti aspetti diversi come collegati l'uno all'altro, in qualche modo capaci di influenzarsi a vicenda. Si parla del contrasto alla violenza sulle donne, dell'annoso tema del paygap che impatta da subito le lavoratrici e va a pesare ancora più fortemente sulle pensioni delle donne, senza dimenticare poi l'attenzione verso la rappresentanza femminile a livelli manageriali (qui la Commissione vuol fare da modello, innalzando al 50% cioè equiparando il numero di donne e uomini, tra i suoi dirigenti). La von der Leyen stessa, presentando la Strategia ha affermato chiaramente "Usare solo metà della popolazione, metà delle idee o metà delle energie non è abbastanza. Con la Gender Equality Strategy spingiamo per un maggiore e più rapido progresso di promozione della parità tra uomini e donne".

Nella situazioni di difficoltà mondiale che stiamo vivendo, di insicurezza e dubbio, questo piano europeo rappresenta, a mio avviso, un segnale importante che ci ricorda come le battaglie giuste possano e debbano essere portate avanti anche e proprio perché in momenti complicati le nuove energie e idee possono più velocemente permetterci di cambiare prospettiva, di affrontare con occhi diversi le situazioni contingenti e rispondere alle necessità con strumenti e programmi forse mai sperimentati ma anche per questo magari cruciali nel camminare verso il futuro.

Una buona festa della donna 2020 a tutti, dunque, festa delle donne e degli uomini pronti ad affrontare il cambiamento che ci aspetta



ALESSIA MOSCA
Membro del parlamento europeo