Brexit Weekly Update: la proposta di Corbyn

08 febbraio 2019 0 commenti

Ieri, Theresa May è volata a Bruxellesper una nuova sessione di negoziati coi rappresentanti della Commissione europea. L’incontro non ha però portato grossi risultati: nonostante le parole di rito e le dichiarazioni ufficiali di “clima costruttivo”, non è emersa nessuna novità in grado di sbloccare l’attuale situazione di stallo.

La notizia più interessante della settimana arriva invece da Londra, dove d’altronde da mesi si alimenta e si consuma l’intero dramma di Brexit. 

Questa settimana, Jeremy Corbyn ha scritto una lettera a Theresa May, nella quale offre il sostegno del Partito Laburista ad un accordo su Brexit che rispetti cinque condizioni:

1) L’instaurazione di una nuova unione doganale tra l’Unione europea e l’intero Regno Unito (questo significherebbe che il Regno Unito adotterebbe la stessa politica commerciale dell’Unione europea, imponendo gli stessi dazi alle importazioni e adottando gli stessi procedimenti doganali)

2) Uno stretto allineamento alle regole europee che garantiscono il corretto funzionamento del mercato unico(questo significherebbe – a grandi linee - che il Regno Unito ricalcherebbe le leggi europea sulla produzione e sulla vendita di beni)

3) La garanzia che il Regno Unito non adotterà standard ambientali e di diritti dei lavoratoriinferiori a quelli europei

4) La possibilità per il Regno Unito di continuare a partecipare ai programmi e alle agenzie europee(a fronte ovviamente di un contributo economico)

5) Una stretta cooperazione tra Unione europea e Regno Unito per tutte le questioni riguardanti sicurezza e difesa(comprese la lotta alla criminalità organizzata e le operazioni anti-terrorismo).

Questa proposte, se applicate, minimizzeremo l’impatto economico negativo di Brexit e renderebbero sicuramente più semplice la risoluzione dell’intricata questione irlandese; eviterebbero infatti il venirsi a creare di nuove barriere commerciali e renderebbero automaticamente superflui la maggior parte dei controlli al confine. Proprio per questo motivo, sono state accolte positivamente dall’Unione europea.

Ma difficilmente Theresa May potrà accogliere queste condizioni, dal momento che contraddicono apertamente la linea da lei tenuta in questi 2 anni.

Dal nostro punto di vista, la posizione di Jeremy Corbyn apre inoltre una seconda importante questione: la proposta di discutere insieme a Theresa May le condizioni di una Brexit più morbida, significa di fatto mettere da parte l’idea di un secondo referendum, che appare oggi più lontano.

In ogni caso, la settimana prossima il Parlamento britannico terrà una nuova discussione su Brexit, che si chiuderà col voto di una risoluzione. Avremo quindi modo di verificare quanto sostegno hanno alle spalle le varie proposte ad oggi sul tavolo.



ALESSIA MOSCA
Membro del parlamento europeo