Brexit Weekly Update: una nuova strategia in arrivo?

01 febbraio 2019 0 commenti

È emersa una nuova posizione su Brexit. E paradossalmente nasce da uno strano accordo tra l’anima europeista e l’anima euroscettica del Partito Conservatore, in questi anni fortemente divise su qualunque questione che riguardasse il rapporto con l’Unione europea.

Ancora più insolito è il fatto che questa strana intesa sia stata raggiuntatenendo completamente all’oscuro Theresa May.

La nuova strategia si compone di un piano A e di un piano B, ognuno dei quali asseconda una delle anime dei suoi ideatori.

Il Piano A consisterebbe nel ridiscutere con l’Unione europea i termini del cosiddetto backstop, il piano di emergenza concepito per evitare un confine fisico in Irlanda. I più ardenti euroscettici, avevano sempre chiesto che il backstop avesse una durata temporanea o che il Regno Unito potesse mettervi fine in maniera unilaterale; ma l’Unione europea aveva sempre detto che non si può definire “piano di emergenza” un accordo con una data di scadenza. La nuova proposta chiederebbe invece di discutere un nuovo backstop, dalla durata illimitata, ma che non divida di fatto l'Irlanda del Nord dal resto del Regno Unito (il problema è però che, sul piano concreto, nessuno ha ancora trovato un modo per rendere possibile un risultato del genere). 

Il Piano Bpartirebbe invece nel caso in cui l’Unione europea non fosse disponibile a riaprire le trattative e consisterebbe nell’accettare una Brexit senza accordo, prevedendo però una serie di mini-accordi transitori, che la rendano meno traumatica. Il punto centrale di questo Piano B è l’istituzione di un periodo di transizione di 2-3 anni, durante il quale tutto resti esattamente così come è ora, dando il tempo a Unione europea e Regno Unito di negoziare un qualche tipo di accordo commerciale più strutturato. 

Un periodo di transizione era già stato negoziato da Unione europea e Regno Unito all’interno dell’accordo di divorzio. Ma non era stato invece previsto in caso di una Brexit senza accordo. In questa nuova proposta, si chiede che il periodo di transizione sia istituito in ogni caso; in cambio, il Regno Unito accetterebbe di non penalizzare i cittadini europei che già vivono nel Paese e di continuare a contribuire al budget europeo fino al 2020. Esattamente come il periodo di transizione, anche questi punti erano parte dell’accordo di divorzio ma sarebbero dovuti saltare in caso di Brexit senza accordo.

È quindi sul tavolo la prima proposta strutturata che prende seriamente in considerazione la possibilità di una Brexit senza accordo.

Theresa May non ha ancora chiarito se farà propria questa strategia, come non è chiaro se davvero si potrebbe creare intorno ad essa una maggioranza parlamentare.

Ma intanto, questo martedì, il Parlamento britannico ha votato a maggioranza per concedere a Theresa May un nuovo mandato per riaprire i negoziati con l’Unione europea, proprio sulle questioni riguardanti il backstop.

C’è però un problema. L’Unione europea non sembra disposta a mettersi al tavolo senza prima di vedere qualche proposta concreta. Ma come già detto, in realtà nessuno ha una vera idea alternativa su come risolvere l’intricata questione irlandese.



ALESSIA MOSCA
Membro del parlamento europeo