L'Unione Europea affronta un rischio nel 2019 che non ha niente a che vedere con i populisti

19 novembre 2018 0 commenti

Le forze anti-establishment stanno attirando molta attenzione mentre preparano un nuovo assalto all'Unione europea l’anno prossimo. Ma le elezioni legislative del blocco potrebbero anche evidenziare una minaccia più insidiosa: l'apatia degli elettori.

L'affluenza alle urne per le elezioni del Parlamento europeo è diminuita costantemente dal primo ballottaggio avvenuto quattro decenni fa, passando da quasi il 62% nel 1979 a meno del 43% nel 2014.

Il Parlamento sta montando una campagna senza precedenti per incoraggiare i cittadini europei a votare alle prossime elezioni del 23-26 maggio 2019, nel tentativo di invertire questa tendenza.

L'obiettivo è anche quello di contrastare la mobilitazione energica e mirata dei partiti populisti, che hanno guadagnato consenso in diversi Stati membri, tra cui l’Italia e la Polonia. Steve Bannon, architetto della vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, ha creato un'organizzazione in Europa per sostenere i partiti che sono contrari a un'ulteriore integrazione all’interno dell’UE.

"Si tratta di capire se l'Europa è considerata utile o meno", ha affermato Ramon Luis Valcarcel, membro spagnolo del Partito popolare europeo e vicepresidente del Parlamento europeo che controlla la sua politica di informazione, in un'intervista presso la sede del Parlamento a Strasburgo, in Francia. "Mentre gli euroscettici - movimenti populisti e nazionalisti - costituiscono circa un quarto dell'elettorato, gli europeisti reagiscono e mostrano più interesse"

Fino ad ora l'indifferenza degli elettori alle elezioni legislative europee ha posto pochi pericoli per l'UE, visto che i partiti tradizionali sono rimasti saldamente alla guida del blocco. Infatti l'impatto principale del calo nell'affluenza è stato quello di aver intaccato l'orgoglio dei federalisti convinti.
Dalle ultime elezioni, tuttavia, le dinamiche sono cambiate a seguito della Brexit, dell'ascesa al potere di governi apertamente populisti in Italia e in Polonia, e della sfida ai partiti tradizionali in paesi importanti come la Germania.

Bannon sta creando un'alleanza di forze populiste in tutta Europa, chiamata The Movement, che offrirà sondaggi, analisi di dati e messaggi politici a questi partiti. Mentre l'ex aiutante di Trump dubita che i partiti nazionalisti otterranno la maggioranza al Parlamento europeo a maggio 2019, vorrebbe che ottenessero almeno un terzo dei seggi per poter interrompere le attività dell'assemblea attraverso un ‘command by negation’.

C'è un che di ironico nella crescente apatia nei confronti delle elezioni del Parlamento europeo: la tendenza va parallela a una costante espansione dei poteri del Parlamento, che ora può legiferare su una varietà di temi che vanno dai bonus dei banchieri alle emissioni delle auto e su questioni politiche, comprese le nomine più importanti nelle istituzioni europee. Di conseguenza, un'ampia gamma di affari dell'UE potrebbe essere messa a repentaglio da ulteriori guadagni per gli euroscettici, che detengono attualmente quasi 200 dei 751 seggi nel Parlamento.

"Attualmente nella campagna stiamo parlando dei risultati ottenuti dall'UE, tra cui la difesa dei valori fondamentali, la dimostrazione di solidarietà tra gli Stati membri, la protezione dell’ambiente e le misure adottate per aumentare gli investimenti e l'occupazione", ha dichiarato Valcarcel durante l’intervista nel suo ufficio a Strasburgo. "In questo modo, i cittadini si renderanno conto che l'Europa è importante."

In un'iniziativa dal basso che è la prima del suo genere, il Parlamento europeo sta mobilitando le persone a votare e a persuadere altri a fare lo stesso. Attraverso un portale web chiamato "This Time I'm Voting" (“Stavolta Voto”), finora più di 76.000 persone si sono impegnate a votare e più di 4.000 persone si sono offerte volontarie per aiutare a diffondere la consapevolezza delle elezioni.

Questo pilastro della campagna, chiamato “ground game”, farà anche uso degli uffici del Parlamento nelle capitali europee e si rivolgerà ai cittadini classificati come "astensionisti influenzabili” che, nonostante siano inclini a votare, rischiano di non farlo nel giorno delle elezioni se non sono incoraggiati. Una priorità nella campagna è mobilitare i giovani perché sono considerati un gruppo che è istintivamente pro-UE.

Il Parlamento europeo ha anche creato un'unità per contrastare le "fake news" (i.e. “bufale”),  rispondendo alle prove che gli esiti della Brexit e persino la vittoria di Trump siano state influenzate da menzogne.

"La Brexit è una conseguenza di fake news", ha detto Valcarcel.

Marjory van den Broeke, che dirige la nuova unità, punta il dito contro le forze straniere interessate a indebolire l'UE.

"Parte di questa disinformazione è spinta da paesi stranieri, alimentati da un ingiustificato ma persistente pregiudizio contro l'UE ", ha detto van den Broeke. "Noi speriamo di poter dimostrare che si tratta semplicemente di questo: un pregiudizio ingiustificato".

In un'ulteriore mossa innovativa, il Parlamento sta lavorando assieme alla Commissione europea, il braccio esecutivo dell’UE, per esaminare come contrastare i pregiudizi comuni sull'UE.

Non ultimo tra questi è l'opinione che l’UE sia principalmente una burocrazia costosa e autoreferenziale che, quando influisce sulla vita quotidiana delle persone comuni, lo fa sottoponendole a regole intrusive.

Può questa strategia, che include anche un “air game” mirato a garantire un'adeguata copertura elettorale da parte delle emittenti televisive, porre fine ai 35 anni di declino costante nell’affluenza alle elezioni europee?

"Credo che l'affluenza sarà superiore rispetto alle elezioni del 2014, ma non vorrei azzardare a fare una previsione precisa", ha detto Valcarcel. "Dipenderà da molti fattori."

 

Fonte originale: “EU Faces a Risk in 2019 That Has Nothing to Do With Populists”



ALESSIA MOSCA
Membro del parlamento europeo