Brexit Weekly Update: Boris Johnson contro Theresa May

10 settembre 2018 0 commenti

Le difficoltà e le tensioni all’interno del Partito Conservatore non rappresentano certo una novità: sono ormai mesi che Theresa May è costretta a difendersi dagli attacchi della corrente più euroscettica della propria maggioranza.  

La notizia di questa settimana è però che gli oppositori interni della Prima Ministra si stanno ora organizzando intorno alla figura di Boris Johnson, che sembra ormai pronto a lanciare una sfida per la leadership.  

Abbiamo parlato spesso di Boris Johnson: ha ricoperto il ruolo di Ministro degli Esteri nel Governo di Theresa May per due anni, fino alle dimissioni rassegnate a luglio, in segno di protesta contro l’ultima proposta di divorzio che il Regno Unito ha presentato all’Unione europea.

Ma di Boris Johnson abbiamo anche parlato come di un personaggio divisivo e provocatorio: quando ancora era Sindaco di Londra, ha guidato in prima linea la campagna per la Brexit, facendosi spesso portavoce di promesse palesemente false (come quella secondo cui la Brexit avrebbe permesso di risparmiare 350 milioni di sterline a settimana, che avrebbero potuto invece finanziare il sistema sanitario).  

proprio con toni provocatori e violenti Johnson ha lanciato il proprio guanto di sfida: in un’editoriale uscito questo weekend sul Sun, ha paragonato la proposta di Theresa May su Brexit ad un attentato suicida, che farebbe a pezzi il Regno Unito. Ovviamente ne sono seguite polemiche immense, anche perché il Paese ha ancora vividi i ricordi degli attentati suicidi che hanno realmente colpito il Regno Unito nel 2017.  

Un gesto così forte è stato letto da tutti come l’inizio di una dura campagna elettorale, anche se ancora non è arrivata una candidatura esplicita, Ma ormai sono evidenti le mire di Boris Johnson alla poltrona di Primo Ministro.  

Sono infatti tanti i tasselli che fanno pensare ad una strategia più ampia. Nel weekend è uscito anche un secondo editoriale di Boris Johnson, pubblicato questa volta sul Telegraph, nel quale l’ex-Ministro ha criticato la politica fiscale del Governo May (di cui, ricordiamolo, faceva parte fino a due mesi fa), lanciando una propria piattaforma alternativa. Negli stessi giorni è inoltre arrivata la notizia che i parlamentari euroscettici stanno preparando una serie di documenti su Brexit, alternativi al piano di Theresa May.  

Una sola cosa, infatti, manca a Boris Johnson prima di potersi candidare a guidare il Regno Unito: una proposta alternativa su Brexit. Infatti, Johnson ha criticato la posizione di May, ma non ha mai spiegato veramente come si sarebbe comportato al suo posto.  

Il fatto è che, al momento, Johnson non in mano nessuna soluzione credibile su Brexit. Gli è stato presentato un progetto alternativo a quello di May, ma lui stesso lo ha bocciato giudicando folli alcune delle proposte lì contenute, come la costruzione di un fantascientifico scudo missilistico e la militarizzazione delle Isole Falkland (un arcipelago controllato dal Regno Unito, ma vicino alle coste Sud America e rivendicato dall’Argentina).  

Aspettiamoci quindi nelle prossime settimane un intenso di lavoro da parte dei pensatori euroscettici, per produrre una proposta che sia allo stesso tempo radicale e fattibile. Quando questa sarà pronta, in tutta probabilità Boris Johnson lancerà apertamente la sfida a Theresa May. O meglio, se mai sarà pronta. Perché è tutt’altro che scontato che Jonhson riesca a preparare in poche settimana una proposta più credibile di quella di Thesesa May, a cui l’intero apparato governativo ha invece lavorato per mesi. 



ALESSIA MOSCA
Membro del parlamento europeo