Brexit Weekly Update: cambio di guardia al Ministero degli Interni

04 maggio 2018 0 commenti

L’aggiornamento di oggi riprende esattamente da dove ci eravamo lasciati 7 giorni fa, cioè dallo “scandalo Windrush”, una brutta vicenda legata alla dura politica migratoria del Regno Unito.

Volendo potete ritrovate qui il racconto che ne avevamo fatto la settimana scorsa, ma per un breve riassunto basti ricordare che il Governo britannico sta minacciando di espellere dal Paese migliaia di persone arrivate nel Regno Unito nel secondo dopoguerra, quando erano ancora bambini, e che da allora vivono lì.

Il dibattito sullo scandalo Windrush va avanti da settimane e questa settimana si sono visti i primi effetti: si è infatti dimessa Amber Rudd, Ministra degli Interni britannica e quindi responsabile dell’esecuzione delle espulsioni (anche se il programma di espulsione era stato in realtà ideato da chi occupava quel posto prima di lei, ossia Theresa May in persona).

C’è però da dire che in realtà Amber Rudd non si è dimessa direttamente a causa dello scandalo Windrush, che quindi finora non ha fatto ancora cadere nessuna testa. Amber Rudd è stata costretta a dimettersi per aver mentito al Parlamento, davanti al quale aveva lasciato intendere di non essere a conoscenza dell’esistenza di target ministeriali di espulsione. Sono invece poi stati svelati alcuni documenti riservati, che dimostrano che il Ministero dell’Interno aveva realmente stabilito questi target (decidendo, cioè, il numero minimo di espulsioni da effettuare ogni anno) e che Amber Rudd era a conoscenza di ciò.

Costretta a nominare d’improvviso un nuovo Ministro degli Interni, Theresa May ha deciso di affidare l’incarico a Sajid Javid, personalità molto influente e di cui sono note le ambizioni di diventare un giorno Primo Ministro.

Questa nomina ha avuto subito effetti sul tema Brexit perché al Ministro degli Interni spetta un posto nel gruppo di lavoro ristretto che, all’interno del Governo britannico, si occupa di questo (il cosiddetto Brexit war cabinet). Il punto è che, su questo tema, Javid ha posizione molto diverse da Amber Rudd.

Amber Rudd era un’ardente europeista e una delle più fidate alleate di Theresa May. Sajid Javid è invece un convinto euroscettico (anche se al referendum aveva votato perché il Regno Unito restasse nell’Unione europea, ma facendolo controvoglia e dopo aver subito diverse pressioni dagli esponenti del proprio partito).

Questa differenza di opinioni si è subita vista alla prima riunione di Javid nel Brexit war cabinet. Martedì infatti il gruppo si è riunito per decidere quale posizione presentare all’Unione europea riguardo alle future relazioni commerciali. Javid ha votato contro la proposta di Theresa May (osteggiata dalla componente euroscettica del Partito Conservatore) e il suo voto è risultato decisivo, dal momento che la posizione della Prima Ministra è stata alla fine bocciata per sei voti a cinque.

Le conseguenze di questo voto sono due.

La prima è che diventa a questo punto molto probabile un nuovo stallo nelle trattative con l’Unione europea. La proposta di Theresa May è infatti stata bocciata senza che venisse approvata nessuna posizione alternativa. Il Regno Unito si ritrova quindi, ancora una volta, senza una posizione ufficiale da presentare ai negoziatori europei e questo, in tutta probabilità, renderà impossibile intavolare una discussione costruttiva.

La seconda è che la leadership di Theresa May è messa di nuovo apertamente in discussione, dal momento che la Prima Ministra non è stata in grado di assicurarsi il sostegno neanche degli esponenti del proprio Governo. Senza contare l’aspetto paradossale di tutta questa vicenda, cioè che è proprio tra gli attuali Ministri che verrebbe probabilmente scelto l’eventuale successore di Theresa May. E il nome di Sajid Javid è sta circolando incessantemente in questi giorni.

 



ALESSIA MOSCA
Membro del parlamento europeo