Brexit Weekly Update: mezzo passo avanti e due indietro?

09 marzo 2018 0 commenti

Come accade ormai da troppo tempo, anche questa settimana un mezzo passo avanti e due passi indietro nel percorso verso la Brexit.

Il mezzo passo avanti consiste in un importante discorso, tenuto esattamente una settimana fa da Theresa May. In questa occasione, la Premier britannica ha presentato ufficialmente la propria proposta per il futuro quadro di relazioni tra Regno Unito ed Unione europea.

La stampa internazionale aveva ampiamente anticipato il contenuto della proposta di Theresa May e anche noi ve lo avevamo raccontato due settimane fa. Theresa May ha proposto un accordo commerciale secondo il quale in alcuni settori il Regno Unito manterrà le stesse regole dell’Unione europea, in altri settori adotterà regole diverse ma che garantiscano gli stessi standard di qualità di quelli europei, mentre in altri settori ancora adotterà invece una legislazione divergente da quella europea. In questo modo i legami commerciali tra Unione Europea e Regno Unito resterebbero intatti nei settori in cui la legislazione rimane identica, subirebbero poche restrizioni in quelli in cui la legislazione rimane simile, mentre subirebbero grosse limitazioni nei settori in cui la legislazione diverge.

È sicuramente una notizia importante la presentazione di una proposta ufficiale da parte del Regno Unito ma siamo stati costretti a parlare solo di un mezzo passo avanti perché rimane un enorme problema: l’Unione Europea ha fatto sapere già da tempo che non accetterà mai uno scenario del genere, nel quale l’accesso al mercato europeo viene spezzettato a seconda dei settori.

Se poi abbiamo parlato di due passi indietro è perché, come se non bastasse, non solo non si stanno trovando soluzioni sui problemi nuovi, ma si stanno addirittura riaprendo questioni che sembravano chiuse.

La settimana scorsa vi avevamo, infatti, raccontato che la Commissione Europea ha presentato un testo legale, che traduce in un linguaggio vincolante l’accordo di massima che Unione Europea e Regno Unito avevano raggiunto a dicembre, riguardo ai termini del loro divorzio. Ma soprattutto vi avevamo raccontato anche che il Regno Unito ha già rigettato il testo presentato dalla Commissione Europea, perché non soddisfatto di come l’Unione Europea aveva affrontato la questione del confine irlandese.

È notizia di questa settimana che i negoziati potrebbero bloccarsi se il Regno Unito continuasse a non accettare il testo definitivo sui termini del divorzio. È questa, infatti, la posizione verso la quale si sta muovendo il Consiglio europeo, cioè l’istituzione che riunisce i Capi di Stato europei e che ha il compito di dettare la linea nelle trattative sulla Brexit.

Mercoledì il Consiglio europeo ha presentato una bozza di testo (da approvare in un summit previsto per il 22 e 23 marzo), al primo punto del quale troviamo scritto che i negoziati sulla Brexit potranno procedere se e soltanto se saranno rispettati gli accordi già presi a dicembre tra Unione Europea e Regno Unito. Ma non accettare il testo definitivo sui termini del divorzio significa esattamente non rispettare gli accordi già presi.

Proprio per questo il Presidente del Consiglio europeo, il polacco Donald Tusk, ha annunciato ieri che le trattative non avanzeranno finché non si troverà una soluzione alla questione irlandese, cioè il punto che sta impedendo di chiudere il testo sul divorzio.

Insomma, questa settimana Theresa May si è lanciata in proposte sulla nuova fase dei negoziati, mentre si continuano ad ignorare i problemi che già sono sul tavolo. La strada verso un accordo soddisfacente è decisamente ancora lunga.

 



ALESSIA MOSCA
Membro del parlamento europeo