Brexit Weekly Update: il quinto round e la cena Juncker-May

17 ottobre 2017 0 commenti

 

Si è concluso senza grandi novità il quinto round negoziale tra Unione Europea e Regno Unito, svoltosi la settimana scorsa. Come avevamo previsto, sono sì stati fatti alcuni passi avanti sui punti all’ordine del giorno, ma ancora non ci sono stati progressi decisivi: le posizioni delle due parti si stanno avvicinando, ma tutte le questioni rimangono ancora aperte.

Come ricorderete, questa prima fase dei negoziati ruota intorno a tre capitoli principali: i diritti dei cittadini europei che già vivono nel Regno Unito e dei cittadini britannici che già vivono in un Paese UE; la gestione del confine tra Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda; il saldo degli impegni finanziari che il Regno Unito ha già assunto all’interno del budget europeo 2014-2020.

Ebbene, nella conferenza stampa di chiusura dei lavori, il caponegoziatore europeo Michel Barnier ha ricapitolato in maniera abbastanza precisa a che punto sono oggi le trattative, mettendo in evidenza quali distanze restano ancora da colmare per ognuno di questi tre argomenti.

Per quanto riguarda i diritti dei cittadini c’è un’intesa di massima sui punti fondamentali, ma resta ancora da decidere:

_a quali condizioni saranno permessi i ricongiungimenti familiari

_se (e in che misura) sarà possibile mantenere alcuni benefici legati alla previdenza sociale

_se sarà possibile votare alle elezioni locali nel Paese ospitante

_se sarà possibile allontanarsi per lungo tempo dal Paese ospitante senza perdere i diritti garantiti dall’accordo.

_se i cittadini britannici potranno solo continuare a risiedere nel Paese UE in cui già vivono o se invece manterranno anche il diritto di muoversi liberamente in tutta l’Unione Europea.

 

_quale organo debba garantire che gli accordi siano rispettati, intervenendo in caso di controversie.

Per quanto riguarda la gestione del confine irlandese, c’è una convergenza di vedute ma ancora non si è trovata una soluzione tecnica che permetta di evitare un confine fisico tra Irlanda del Nord e Repubblica d’Irlanda. Questa settimana si sono svolti dialoghi costruttivi e approfonditi, ma rimane ancora molto lavoro ancora da fare su questo punto, che è il più complesso da un punto di vista tecnico.

Per quanto riguarda invece il saldo degli impegni finanziari britannici, il problema è che neanche in questo round negoziale il Regno Unito ha presentato una propria proposta dettagliata, rendendo quindi impossibile cominciare le trattative su questo punto. Ci sono state alcune discussioni tecniche sull’argomento, che però, per quanto importanti e necessarie, restano insufficienti finché il Regno Unito non mostrerà di avere la volontà politica di affrontare questo tema.

Nel fare il punto della situazione, Michel Barnier ha usato toni piuttosto preoccupati: le trattative stanno procedendo molto più lentamente di quanto non ci si sarebbe aspettati ad inizio estate e questo è un problema, visto che i negoziati devono chiudersi entro marzo 2019. Barnier ha, però, anche aggiunto che il dialogo negli ultimi tempi si è fatto più costruttivo e che quindi immagina sia possibile trovare entro Natale un accordo su queste prime tre questioni, invitando però a rimandare al prossimo anno le discussioni sul futuro quadro di relazioni tra Unione Europea e Regno Unito.

Nel tentativo di dare slancio ai negoziati, ieri si sono incontrati a cena il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e la Prima Ministra britannica Theresa May. I due si erano già incontrati in primavera, ma in quell’occasione le cose non andarono bene: dopo l’incontro Juncker dichiarò che May non si rendeva minimamente conto di quanto fosse complessa la situazione e questo peggiorò parecchio le relazioni tra Bruxelles e Londra. Questa volta, invece, la cena ha portato risultati migliori: May e Juncker si sono trovati d’accordo sulla necessità di aumentare gli sforzi nei mesi a venire e hanno confermato che la cena si è svolta in un clima costruttivo e amichevole. May non è però riuscita a ottenere quello che sperava, cioè un impegno concreto a cominciare il prima possibile una trattativa sul futuro quadro di relazioni tra Regno Unito e Unione Europea. La cena ha avuto, quindi, gli stessi risultati del quinto round negoziale: qualche passo avanti, ma nessun colpo di scena.

 



ALESSIA MOSCA
Membro del parlamento europeo