Gli Usa e i dazi sui prodotti europei: una breve riflessione

30 marzo 2017 0 commenti

Questa settimana, dopo il drammatico ritiro del pacchetto voluto da Obama per la lotte al cambiamento climatico, oggi, dagli USA arrivano ancora brutte notizie. L’amministrazione Trump, dopo le prime minacce a febbraio, starebbe, infatti, considerando l’imposizione di dazi punitivi su alcuni prodotti europei in reazione al divieto di importazioni di carni bovine trattate con ormoni voluto dall’Unione europea. La misura colpirebbe alcuni dei più celebri simboli dell’italianità: la Vespa e molte eccellenze agroalimentari. Cercando di evitare allarmismi prematuri, sto monitorando la situazione e vi terrò aggiornati sull’eventuale adozione di questi dazi e le conseguenti contromisure europee. Oggi mi vorrei limitare a una breve riflessione.

La questione è fondamentale: gli USA sono il nostro primo mercato estero e molti posti di lavoro dipendono proprio dalle esportazioni verso questo Paese. Il primo pensiero è corso al TTIP: se fossimo riusciti a ottenere un buon accordo, oggi, potremmo godere di regole chiare e condivise che avrebbero scongiurato questa disputa riconoscendo il diritto europeo a garantire i più alti standard a livello globale. Con il CETA abbiamo ottenuto esattamente questo. In Canada, infatti, il ricorso agli ormoni per la crescita è massiccio e l’accordo, lungi da autorizzarne la vendita, fornirà una cornice legale certa che tutelerà sia i consumatori sia i lavoratori. Stringere accordi commerciali significa proprio definire un terreno di gioco comune fatto di regole in grado di prevenire dispute e correggere gli effetti distorsivi della globalizzazione La seconda riflessione riguarda la natura stessa della controversia. Gli Stati Uniti ritengono che il bando alle carni trattate con ormoni sia discriminatorio per i propri produttori. L’OMC ha ritenuto l’istanza americana legittima e, conseguentemente, condannato l’Ue.

L’Unione europea, l’istituzione che, globalmente, più tutela la sicurezza dei consumatori, ha proceduto per la sua strada tendando di avviare un dialogo con la controparte americana. La mediazione con la scorsa amministrazione ha limitato, mantenendo un basso livello di conflittualità, i danni per i lavoratori europei. L’ottusità e il sordo protezionismo di Trump mettono a rischio questi risultati e, purtroppo, il costo potrebbe ricadere interamente sui lavoratori. In conclusione, oggi vorrei rivendicare a gran voce il grande impegno europeo per la protezione dei consumatori contro ogni verità alternativa che vuole disegnare l’Ue come il covo dei “poteri forti”, sempre in agguato per ledere alla salute e ai diritti dei cittadini e consumatori.



ALESSIA MOSCA
Membro del parlamento europeo