La Giornata per i Diritti delle Donne: riassunto dei due giorni di incontri organizzati dal Parlamento Europeo

13 marzo 2017 0 commenti

In occasione della Giornata per i diritti delle donne, il Parlamento Europeo e la Commissione parlamentare sui diritti delle donne e sulla parità di genere (FEMM), hanno organizzato due giorni di incontri interparlamentari, l’8 e il 9 marzo, per discutere dell’emancipazione economica e professionale delle donne. Erano presenti le delegazioni parlamentari di 23 Stati membri dell’Unione a cui si sono aggiunte 10 delegazioni di Paesi non appartenenti all’Unione Europea.

L’incontro è stato aperto da un discorso del neo-presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, che ha sottolineato la fondamentale importanza della ratifica dell’Accordo di Istanbul sulla parità di genere e sui diritti delle donne da parte di ogni Stato membro e ha promesso una sanzione esemplare contro il deputato europeo polacco che ha denigrato le donne nell’ultima sessione plenaria di Bruxelles.

In seguito, la Commissaria Europea per la giustizia, i consumatori e la parità di genere, Vera Jouròva, ha dichiarato che il 26 di aprile di quest’anno sarà presentato un pacchetto di misure legislative e non legislative riguardante l’equilibrio tra vita professionale e vita privata, destinato sia agli uomini che alle donne, e che la Commissione sta lavorando anche a una revisione della politica di asilo dell’Unione Europea per proteggere maggiormente le donne rifugiate all’interno dei nostri confini.

Il dibattito è proseguito con un discorso, di grande ispirazione, dell’eco-femminista indiana Vandana Shiva e la presentazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU  riguardanti la parità di diritti tra gli uomini e le donne.

Nei vari seminari organizzati sono stati definiti diversi punti dove le legislazioni europee e nazionali devono intervenire:
* L’istituzione di commissioni parlamentari dedicate alla parità di genere in ogni parlamento nazionale
* L’impegno attivo dei legislatori, non solo delle donne ma anche degli uomini
* La necessità di disporre di un bilancio pubblico esclusivo per la parità di genere
* La presentazione di una direttiva europea riguardante il congedo di paternità
* La necessità di sostenere con fondi pubblici i servizi per l’infanzia
* L’istituzione di sanzioni economiche per le imprese nel quale viene riscontrata una differenza retributiva di genere
* Un’inclusione maggiore delle donne nei settori lavorativi dove sono meno rappresentate (Ingegneria, Informatica, Matematica, Tecnologia, le cosiddette “STEM”).
   
L’incontro è proseguito con un dibattito aperto tra le delegazioni. Sono stati particolarmente interessanti i contributi delle parlamentari marocchine e tunisine che, malgrado una situazione complicata nei loro rispettivi Paesi, sono riuscite a realizzare dei progressi eccezionali per la parità di genere nel Maghreb. L’incontro si è concluso con la presentazione di una piattaforma on-line per le donne imprenditrici, WeGate, seguita dalle descrizioni della campagna “ONE” a sostegno delle donne nei Paesi in via di sviluppo e dell’associazione Internazionale dei Musei delle donne di cui è madrina il Nobel per la pace del 2003 Shirin Ebadi.

L’impegno delle istituzioni europee, a cui personalmente cerco di contribuite, deve essere di utilizzare tutti gli strumenti e i canali a disposizione perché la realizzazione della parità di genere diventi, nel concreto, uno degli aspetti fondamentali e strategici della politica europea. Un’attenzione che deve essere costante e non realizzarsi solamente in occasione dell’8 marzo: l’Unione Europea ha, anche in questo settore, il compito di costituire un esempio virtuoso per tutto il mondo.



ALESSIA MOSCA
Membro del parlamento europeo