Robotica: rischi e opportunità. Il Parlamento Europeo ne richiede la disciplina.

venerdì 10 marzo 2017

Il 16 febbraio il Parlamento Europeo ha approvato in seduta plenaria una risoluzione “recante raccomandazioni alla Commissione concernenti norme di diritto civile sulla robotica” con la quale ha chiesto alla Commissione di presentare un testo sul tema.

La risoluzione mette in luce le opportunità e i rischi legati allo sviluppo dell’industria robotica. L’espansione di questo settore, infatti, stimolerà la crescita economica (tra il 2010 e il 2014 l’aumento medio delle vendite di robot era stabile al 17% annuo mentre nel 2014 è arrivata al 29%, il più considerevole aumento annuo mai registrato), ma, allo stesso tempo, è complicato prevedere le sue conseguenze sull’occupazione.

Se, da un lato – come si legge nel testo – “negli ultimi duecento anni il tasso di occupazione è aumentato costantemente grazie agli sviluppi tecnologici” e “la ricerca ha dimostrato che l'occupazione aumenta in modo particolarmente veloce nei settori caratterizzati da un maggiore impiego dei computer”, dall’altro permane la preoccupazione che andranno persi molti posti di lavoro, in particolare le mansioni meno qualificate. Per dare una risposta a questa preoccupazione, il Parlamento chiede quindi l’adozione di progetti di formazione permanente e di riqualificazione professionale che possano contribuire a incrociare la domanda di lavoro sempre più specializzato ed esprime la convinzione che la tecnologia robotica debba integrare le capacità umane, non sostituirle.

Nella risoluzione si ricorda, inoltre, che proprio grazie alla robotica, e quindi all’impiego sempre più frequente di macchine sofisticate in quasi tutti i settori, la qualità media dei posti di lavoro credibilmente migliorerà: i compiti più pericolosi o ripetitivi verranno affidati ai robot, lasciando agli esseri umani le mansioni più stimolanti e abbattendo certi errori di computazione o calcolo, per certi versi più adatti alle macchine.

Nel testo finalizzato dal Parlamento, sono dedicati paragrafi specifici anche ai veicoli autonomi, ai droni, ai robot impiegati per l’assistenza (soprattutto di anziani), ai robot medici e agli interventi riparativi e migliorativi del corpo umano.

Per capire quanto siano aumentate le capacità di movimento dei robot e, quindi, quanto stiano aumentando le possibilità di un loro utilizzo in diversi settori lavorativi si può dare un’occhiata al video di presentazione di Handle, robot prodotto da Boston Dynamics, società controllata da Google.

Una delle questioni centrali della risoluzione è il tema dell’autonomia delle tecnologie robotiche: caratteristica di un robot, è infatti, quella di essere interconnesso (mediante un supporto fisico) con l’ambiente circostante e di saper adattare il proprio comportamento a esso in modo autonomo, senza che sia necessario l’intervento umano per dirigerlo o fornirgli ulteriori input. Questo, però, pone problemi di tipo etico e di tipo legale, che il Parlamento vuole affrontare garantendo la trasparenza e la comprensibilità dei processi decisionali.

Dal punto di vista etico, il Parlamento Europeo chiede che il comportamento dei robot sia ispirato alle leggi di Isaac Asimov e rifletta i “valori intrinsecamente europei, universali e umanistici che caratterizzano il contributo dell'Europa alla società”, in modo da garantire che la dignità umana e l’autonomia delle persone, sia fisica che psicologica,  siano sempre rispettate.

Queste indicazioni non possono, però, essere convertite in “codice macchina” e sono, quindi, rivolte agli utilizzatori di robot, ai fabbricanti e soprattutto ai progettisti, che dovrebbero impegnarsi a rispettare un codice etico-deontologico e a seguire nel proprio lavoro i principi di beneficenza, non malvagità, autonomia e giustizia.

Da un punto di vista legale, uno dei problemi centrali riguarda la responsabilità civile di eventuali danni compiuti da un robot. E’ necessario trovare una soluzione che garantisca un pieno risarcimento alla parte lesa ma al tempo stessa riconosca che progettisti, proprietari o utilizzatori di robot non possono essere considerati completamente responsabili delle azioni che questi ultimi prendono in autonomia. Il Parlamento chiede, quindi, che la responsabilità sia calcolata in proporzione “all'effettivo livello di istruzioni impartite al robot e al grado di autonomia di quest'ultimo” e propone, come soluzione, un regime di assicurazione obbligatoria, integrato da un fondo per garantire la possibilità di risarcire i danni in caso di assenza di copertura assicurativa.

Oggi l’autonomia dei robot è ancora limitata, quindi la risoluzione propone che, almeno nella fase attuale, la responsabilità per eventuali danni compiuti debba attribuita a un essere umano e non a un robot. La disciplina normativa, tuttavia, dovrà presto adattarsi alle novità di un settore in costante e rapidissima evoluzione. Per capire quanto i robot siano, già oggi, sempre più in grado di reagire in modo autonomo agli imprevisti basta guardare questo video - oggettivamente impressionante! - di presentazione di Atlas, altro robot prodotto dalla Boston Dynamics.








ALESSIA MOSCA
Membro del parlamento europeo